Arte

      

Tra arte & design

  • Sperimentare
  • Vedere
  • Vivere
  • I Mondi Possibili

La normalità che improvvisamente stupisce, la quotidianità piena di oggetti, simboli, immagini e situazioni che appaiono ai nostri occhi nuovi. Vivere di “realismo ingenuo” oppure guardare oltre e percepire la realtà?

Una continua ricerca artistica, di forme, di movimenti, sopratutto di colori e luce…

Una sempre più attenta sperimentazione di tecniche e metodi vecchie e nuovi, che si mischiano, e tutte le muse che ballano e generano una magica sinergia. dalla fotografia, al video alla grafica, si può arrivare alle videoistallazioni che generano sempre nuove emozioni… per riuscire a rappresentare idee che vorremmo fossero pure, incontaminate, come sono solo nella testa di chi le pensa… o  meglio di chi le riesce ad immaginare.

Paolo Genoese, Visual Designer nasce a Pisa nel 1980; dopo una formazione classica, si trasferisce a Perugia per studiare Tecnica Pubblicitaria Internazionale, successivamente frequenta un Master in Strategic Design. Durante questi anni, disegna il logo della sua Università prendendo parte al progetto di ricostituzione dell’identità visiva dell’ateneo ed alla programmazione degli eventi legati all’80° anniversario dello stesso. Nel mentre, collabora con la DR Automobile Group al progetto legato al lancio pubblicitario delle automobili italo-cinesi (dr5-dr3) e disegna il manuale degli standard grafici del gruppo DR.

Nel 2005 nasce Galadesign.IT : studio di sperimentazione e produzione visiva, e consulenza d‘immagine, che insieme ad altri studi associati e partner è ancora in attività. Tra i progetti realizzati quelli con Reggina Calcio, Art hotel & Park Lecce, Catonateatro, Consorzio del Cedro, DR Automobile Group, Baia Portigliola, Universita’ per Stranieri Perugia, Comune di Bova, Comune di Reggio Calabria, Provincia di Reggio Calabria, Istituto Agrario G. Mottareale, Acciona Agua, Casaè f.lli Laruffa

Paolo Albanese, Videomaker-Fotografo nasce a Reggio Calabria nel 1974; dopo il diploma di maturità classica, nel 2003 consegue il  diploma triennale in  Comunicazione Visiva presso l’Istituto Europeo del Design a Milano dove dal 2002 lavora come fotografo di still-life partecipando alla realizzazione del catalogo per NOD calzature, nel 2003 lavora presso lo studio di GP. Barbieri (fotografia di moda) e nel 2004 pubblica su Vogue uomo per “Belle Ville” (accessori moda uomo). Dal 2005 al 2009 insegna fotografia presso l’Accademia di Belle Arti FIDIA (vv).

Nel 2007, insieme a CesareAmerigoStilo creano la “Cat.on.a”  Onlus che si dedica al Sostegno all’attuazione di programmi ed iniziative culturali promossi da Istituti Culturali.

Progetto primo è il F.A.C.E. Festival, rivolto alla riqualificazione e valorizzazione del territorio attraverso l’Arte. Il valore sociale del Face Festival risiede in un Caleidoscopio di risorse e stimoli culturali sia tradizionali che moderni che attraverso l’evento diventano proposte concrete di rinnovamento culturale. Hanno collaborato con noi: Mariella Casile, Studio Azzurro, The Climate Project di Al Gore.

E’ grazie al FACE, che nasce e vive come una performance totale, che entrambi entrano in modo presuntuoso all’interno dello scenario artistico. In quel  luogo, il Fortino di Ecolandia (RC), durante quell’ evento che conta in tre edizioni la partecipazione di circa 150 artisti, provenienti da ogni dove, che nasce in live la prima installazione progettata insieme. Il lavoro è “Le scarpe di Brigitte nei mondi possibili”, dove un pc campiona immagini che creano altre immagini in sequenza, un proiettore trasmette la sua luce su dei pannelli che si muovono, appesi dentro la torre del fortino sfruttando il vento caldo di scirocco.

Qualche tempo dopo partono insieme per il New Mexico, arrivati nella cittadina di Santa Fe, con  Mariella Casile, producer del progetto, alla scoperta della storia della videoarte, in un viaggio che segnerà l’incontro con Woody Wasulka, padre della vidoarte insieme alla moglie Steyna. E’ quì che cresce la voglia di sperimentare attraverso le immagini in movimento e l’uso della proiezione.

Al ritorno dagli USA c’è la prima personale, a Pisa, interamente dedicata al progetto “Your spirit is free” sottotitolo “The land of enchantement, NM USA”

E’ il 2009, in primavera partecipano al Modart, in via Margutta, con la performance ID TEXT ART e ancora oggi lavorano insieme, partecipando a mostre in Italia e all’estero.

Gli esseri umani sono costruttori di mondi. Questa non è una novità. Qualsiasi attività di conoscenza produce “mondi possibili”. Questi sono modelli interpretativi che permettono di fare delle asserzioni sulla realtà. Alcuni di questi mondi sono passati al vaglio della falsificazione scientifica, per esempio la Terra Piatta, e ora per la maggior parte di noi sono dimenticati, come giocattoli rotti ai quali i bambini hanno voltato le spalle… Ma siamo sicuri che questo sia vero per tutti? Siamo sicuri che il mondo possibile in cui viviamo sia l’unico mondo e sia condiviso da tutti coloro che lo abitano? Siamo sicuri che la storia che ci raccontiamo l’un l’altro e che conferisce un senso comune ai nostri gesti quotidiani è una storia coerente che rappresenta la comunità dei narranti? Forse appare strano questo punto di vista che sottrae la narrazione alla finzione e la porta a coincidere con la vita stessa, eppure ogni nostro gesto si va a fissare nella memoria e la memoria di ciascuno di noi è una sequenza di eventi che va a formare la memoria collettiva. La risposta è che non siamo sicuri di nulla. I mondi possibili convivono in schemi che sono in parte compatibili e in parte alternativi: pensate alle diverse teorie scientifiche sull’espansione dell’universo. Non siamo sicuri di nulla, ma nei mondi possibili dove regna l’interpretazione abbiamo dalla nostra la logica per arrivare alla verità…..”SE IO FOSSI” … la mimesi, il desiderio di uscire dal mondo della realtà e dai limiti che essa impone per entrare nel labirinto delle vite inespresse e ancora da vivere… possibili Il teatro, la musica, la letteratura, il cinema, il fumetto, sono tutte attività che producono varianti del mondo attuale, mondi virtuali dunque, rappresentazioni di un altro modo di essere del mondo e delle storie che in esso si intrecciano. Ma ancor più che attraverso il testo, i fumetti, il cinema è per mezzo dell’immagine che si realizza l’infinita possibilità di costruire mondi alternativi a quello reale da cui anche traiamo gli strumenti e i mezzi per costruirle

 

Mostre

  • 2013·2014
  • 2011·2012
  • 2010
  • 2009
  • 2005·2008

Marrackech (Marocco)

  • Gennaio 2013 ·  Dar Cherifa · 8 derb Cherfa Lakbir, Moussine | Medina • Memoire Maroc• Installazione interattiva/performance

Pizzo Calabro (VV)

  • Agosto 2012 · Quartiere pescatori · Art&co festival creatività ecosostenibile 2a edizione a cura di Lab culturale 2.0 • Movimento di pesci • Installazione interattiva/performance

Reggio Calabria

  • Dicembre 2011 ·Villa Genoese Zerbi · Collettiva Fuoriluogo a cura di Jasper Wolf • Mahoba Station • Installazione interattiva.

Pizzo Calabro (VV)

  • Agosto 2011 · Quartiere pescatori · Art&co festival creatività ecosostenibile a cura di Lab culturale 2.0 • Motoceleste • Installazione interattiva/performance

Reggio Calabria

  • Dicembre 2010 · Corso Garibaldi/Teatro Cilea  Twentytwo (undicicalciatori/undiciartisti) a cura di Angela Pellicanò/Paolo Genoese per Reggina Calcio • DNA Amaranto  · tecnica ambiente sensibile.

Ecolandia (RC)

  • 1/7 agosto · c/o FACE Festiva Arte Creatività Ecocultura III • Art direction dell’evento

Bova/Vua (RC)

  • 8 agosto 6 settembre 2010 ·Palazzo Mesiani c/o Bovarchè 10° a cura di Angela Pellicanò • Dejavua · tecnica ambiente sensibile.

Recife/Brasile

  • Luglio/Agosto 2010 · Recife Parnambuco Amplexo, Multivisioni multilinguaggio · tecnica installazione.

Milano

  • Maggio 2010 · Il ritratto di Dorian Gray regia di Anna Battaglia, c/o Teatro Caboto, Morphing di Dorian · tecnica ambiente scenico dinamico

Cosenza

  • Gennaio 2010 · Subway underground set a cura di Ivana Russo, c/o Hotel Mercure Rende, Donne pomodoro donne vestite d’oro · tecnica stampa grafica.

Locri (RC)

  • Gennaio 2010 · c/o Figurazioni parallele, galleria MediterraneamenteArte · Rapporto confidenziale su una fonte che trabocca · tecnica video.

Milano

  • 4/6 novembre 2009 · c/o Fiera Rho, mostra sulla grafica rifiutata, Compa, XVI Salone europeo comunicazione pubblica · tecnica grafica.

Bova/Vua (RC)

  • 8 agosto 2009 · Vecchio acquedotto c/o Bovarchè 9° a cura di Serena Carbone • BB77 · tecnica videoinstallazione,  produzione Galleria Tecnè.

Ecolandia (RC)

  • 1/5 agosto 2009 · c/o FACE Festiva Arte Creatività Ecocultura IIArtecrazia e basta, concept il mondo è qui, tecnica proiezione a vento su pvc. Art direction dell’evento.

Reggio Calabria

  • Castello Aragonese, 12/22 luglio 2009 · c/o  Ermeneutica reggina del Madi a cura di G.P Manfredini • Concavità  castellari, concept il mondo è qui, tecnica proiezione su architettura.

Roma

  • 12  giugno 2009 · c/o galleria MonogrammaID TEXT ART· studio su Federico Fellini tecnica videoproiezione su corpo, premio Margutta, MODART

Pisa

  • 22 gennaio 2009 · c/o Imago via Bovio • Your spirit is free, the land of enchantment · tecnica fotografia grande formato e video, Mareska production.

Ecolandia (RC)

  • 27/30 agosto 2008 · c/o FACE Festiva Arte Creatività EcoculturaLe scarpe di Brigitte nei mondi possibili, concept eco/entertainment, tecnica proiezione a vento su pvc. Art direction dell’evento.

Scilla (RC)

  • 28/30 settembre 2007 · c/o Festa del Mare • esposizione  texture erotic design, Semino di Mela: concept decorazione manuale perizomi, tecnica: pittura su tessuto.

Reggio Calabria

  • Settembre 2006 · Premio Umberto Boccioni, Associazione Anassilaos.

Perugia

  • Ottobre 2005 · II° Premio al concorso di idee comunica la provincia di Perugia.

Gallery

Artecrazia & Basta

Memoire Maroc · Marrakech
09/01/2013 Dar Cherifa. 8 derb Cherfa Lakbir, Moussine | Medina, Marrakech 40000, Marocco

Memoire Maroc est l’idée de trois artistes italiens. ls parlent de la mémoire en utilisant trois langues diérentes dans des contextes diérents.

VALENTINA BALISTRERI chanteuse Elle propose les chansonnes de Rosa Balistreri.

PAOLO GENOESE artist

MAURO LARUFFA artist

FACE Festival Arte Creatività Ecocultura

Immaginate un palcoscenico, un grande palcoscenico, all’interno del quale eterogenee forme di espressione si incontrano e confrontano; immaginate l’energia, forte e fluttuante, che pervade un luogo rendendolo vivo, un luogo che vuole essere vissuto, immaginate la sinergia, quella creata da centinaia di individui che nell’incontro si trasformano.
Un grande evento, quindi, con un obiettivo preciso: la promozione di arte, cultura e attraverso il coinvolgendo di attori e attanti.
Non è ancora abbastanza. Perché il Face Festival non ha confini, ma è una realtà i cui tratti identiitari, come un divenire, sono in continua evoluzione

Il Face Festival si pone, dunque, anche come il risveglio del Sogno Ecolandia, un luogo di scoperta e sorpresa non solo per la città di Reggio Calabria. Una manifestazione importante per le tematiche sottese alla sua ideazione, soprattutto quelle della sostenibilità ambientale, ma anche per ciò che un parco ecologico delle dimensioni di Ecolandia potrebbe rappresentare per la città di Reggio.

Lo sviluppo di diversi progetti, la frammentarietà degli spettacoli e la sinergia tra diverse forme d’arte e cultura esprimono la volontà del Face Festival di porsi come spettacolo totale. Una frammentarietà che conduce verso una peculiare arte dell’ibridazione.

Numerosi gli artisti che nel corso delle passate edizioni hanno esposto le proprie opere al Festival così come i partecipanti a “The Face of this artist”, concorso per giovani talenti e menti creative promosso nell’ambito della manifestazione. (il Bando della terza edizione del concorso è consultabile all’indirizzo http://www.facefestival.org/bandoconcorso.pdf)

Parte della forza del Face Festival, infatti, risiede nell’alto numero di artisti emergenti ai quali viene data la possibilità di esibirsi affiancati da artisti affermati a livello nazionale e internazionale.

Il valore sociale del Face Festival risiede in un mix di risorse e stimoli culturali, tradizionali e moderni allo stesso tempo, che attraverso l’evento diventano proposte concrete di rinnovamento culturale e sociale.

http://www.facefestival.org

Essere è divenire

TwentyTwo

Una Reggio multiforme, teatro di emozioni, galleria d’arte a cielo aperto affacciata sullo Stretto. La Reggina, veicolo di valori sportivi, culturali e sociali in un evento che coniuga calcio ed arte visiva.

Twentytwo. Undici artisti capaci di confrontarsi con l’universo sportivo al quale si concedono rivelandone differenze e confluenze. Per contro, undici calciatori, esploratori per un giorno di un territorio al confine tra concreto ed immaginario, viaggiatori oscillanti in un itinerario originale ed indefinito che promette sorprese.

La Reggina lavora a stretto contatto con gli artisti calabresi: partendo dalla forma sferica, il pallone, elemento essenziale del gioco riletto in chiave simbolica, il calcio riscopre la propria essenza ludica e popolare assumendo connotazioni creative capaci di proiettarsi in un’ottica solidale.

Dalla creazione delle opere, con i temi trattati direttamente suggeriti dalle dinamiche d’incontro tra i due mondi, all’esposizione pubblica delle stesse in una Reggio Calabria che offrirà i proprio luoghi sociali divenendo palcoscenico di un evento senza precedenti.The last, but not the least: il Teatro Cilea alzerà il “sipario” per una serata che vedrà culminare l’intera iniziativa in uno spettacolo durante il quale le opere prodotte saranno oggetto di un’asta benefica il cui ricavato sarà interamente devoluto a…Muniti di tavolozza e scalpello, parteciperanno a questo progetto Daniel Adejo, Antonino Barillà, Simone Missiroli etc…Con loro scende in campo una squadra di artisti calabresi: AlbaneseGenoese, Donato, Guinicelli, Lumia, Penna, P&G Plutino, Scafidi, Scialò, Sollazzo, Technè Lab e Violi.Un incontro, promosso dalla Reggina Calcio, capace di sviscerare valori positivi divenendo manifesto delle eccellenze di questa terra.

Bovarchè

DOG SITTER

Il sogno

Sì, l’ho sognata… mi ha detto di seguirla dentro chiese chiuse, pollai nascosti, carceri, fiumi pietrosi. Questo palazzo ha l’aria stantia, lei tira con forza il guinzaglio non so a che specie appartenga l’animale inquieto e luminoso. Comincia tra noi una discussione lenta, confusa. Fingo poco interesse. Mi chiedo quanto io sia disposta a stare lì, a prestare attenzione. Solo quando nel vuoto delle stanze si contrappongono gli echi, mi accorgo di dialogare intensamente con lei. Allora invento scuse, allento la morsa che opprime l’animale… ma diventa un balugino la sua luce. – E’ lei che lo rigenera, penso. – Nove anni, nove anni senza fiatare, come una governante stanca. E’questo che le dico, senza alcuna gratitudine, come se il dare e l’avere abbia annullato ogni contatto di reciproca evoluzione. Lei invece si dimentica della mia fatica, non mi dà tregua l’espressione severa del suo volto… ed io temo lo sguardo severo degli adulti quando sono più adulti di ogni altro essere al mondo. La bestia luminosa pensa, riesco a cogliere il senso del suo guaito.- “dog circle”(Orozco) neanche ossi di animali segnano il tempo che scorre, né la gioia di un orologio in questa notte. – Ma come… e i miei nove anni? – E questo lo consideri tempo? – Si, è il tempo in cui esistiamo, amiamo, dipingiamo… (oddio! rispondo come se fossi sveglia). Lei mi dice che l’incubo la costringe a rimanere vigile, a rinnovare il gioco; dice anche con aria complicata : – Hai perso la tua luce, si, come lui. – Lui? Ma io non sono un cane…una bestia! – Perché, credi sia un animale? Mi assale l’idea di pensare, di capire la mia identità dentro quel sogno; la mia volontà… chi sono, chi sono stata? Stupida libera marionetta, sentimentale sentinella, asticella che scandisce il tempo, che trova l’acqua, che flette al soffio dei venti senza direzione. E poi, perché mi spengo, perché perdo la luce? Io non ho guinzaglio se questo sottende il mio contatto con lei! Sono incapace di pensare, o meglio, non ha linearità il mio pensiero. Sento di volere, attraverso un processo di negazione, riaccendere questa incomprensibile luce (meno per meno uguale più). Nozioni di individualità collettiva, non conoscersi troppo per pensare di più – x – = + trarne vantaggio, delirio, nausea,caos.

Mi sveglio, sono a Bova. Le foglie secche che rotolano fuori somigliano a passi felpati di branco. Non ho risolto il sogno ma non c’è l’interruzione che frammenti il tedio di questa conversazione. Strana la percezione del fruscio, quand’è silenzio assoluto, quando non c’è traccia d’asfalto; sono senza intelligenza, senza stupidità… l’olfatto sente le muffe, so dove sono, le ho viste oggi mentre mi consegnavano questa casa in cui l’esistenza degli oggetti languisce i padroni che dimorano altrove… e penso d’aver fatto compagnia a questo contenitore di pietra, a questo museo delle muffe. Vengono fuori dalle piogge abbondanti di quest’inverno, si sono insinuate ovunque. Una stagione così converte tutte le cose; è visibile l’ecosistema di fitti microrganismi, morfologie apocrife per artisti che non indugiano con tavolozze ma si radicano nei luoghi come animali mimetici in cerca di una riserva incontaminata. Tutto quello che potrei fantasticare su di esse, mi aiuta a liberarmi dall’idea di un ordine prestabilito di ogni qualsivoglia scelta, per un allestimento delle opere che confluiranno. L’incontro collettivo ha le sue sfumature e tutti noi, artisti, curatori, luoghi, pietre, case, siamo una moltitudine ibrida in un luogo alterato dalle piogge. Bovarchè Non sono sola. E’questo il primo lucido pensiero di questa notte. Apodiafazzi – dicono da queste parti; fa giorno. E’il breve periodo di tempo in cui ogni umano programma la sua vita. Se può. Sul comodino ieri sera ho lasciato aperto sulla pagina centottantaquattro del libro dell’inquietudine di Pessoa. Ne scorro due righe “ciò che gli uomini hanno voluto e non hanno fatto, ciò che facendo hanno ucciso, ciò che le anime sono state e nessuno ha detto: di tutto questo si è formata la sensibilità dell’anima che mi conduceva a passeggio di notte”. Ci sono cose che facendo rischio di uccidere e cose che ancora non ho fatto; come ad esempio trovare una sentinella che mi indichi il percorso, mi aiuti a esorcizzare l’incubo, allentare le smanie da governante. – Non sono sola, ripeto. Basta volerlo. Va meglio, sì certo che va meglio. Arrivo al punto di snodo, prendo una decisione come una inversione di tendenza dentro una tendenza. Come dire, una curva dentro una curva a gomito che sale a Bova; roba da capogiro,da malessere. Il segreto di una notte dentro una notte… Il curatore è una giovane donna. Si chiama Serena Carbone. Una specie di ossimoro il suo nome e cognome. Entrambi visibilmente nitidi e separati dentro di lei come dicotomie ancestrali in perenne contrasto; le servono per andare altrove. Ma intanto è qui, con questa fenditura interiore creata dal suo battesimo; con questo contenitore culturale pieno di sostanze amniotiche. Mi dà la percezione della continuità del sogno, della sua risoluzione.

Qual è questo luogo dell’arte; un luogo mai pensato….un luogo che ne determini la sua contaminazione, che assurga a non- luogo… ecco il perché del pollaio, del greto del fiume, delle chiese sconsacrate! “mi scindo in sfingi” (Pessoa) e osservo altéra il gioco delle parti, di chi va e viene in questo tempo in cui mi separo da me per vedere ciò che veramente accade. Il mio sogno è godere di questo spettacolo fatto da attori, registi, palcoscenici d’astrazione, canti simili a nenie, narratori ed esorcisti. Proverranno dalle diverse parti di questa nostra geografia terrestre, per comporre un motore notturno in questa condivisa alter vua.

Angela Pellicanò

Energie Dinamiche

Coraggio, incoscienza, presunzione, accompagnano oggi  l’emissione afona di: ARTE, CULTURA, LIBERTA’, se soprattutto quest’ultima si affianca al pensiero. Pensiero che non è azione. Ma re-azione disgiunta dal pensiero stesso. Quindi CAOS, deriva, vuoto, nulla. Ma al CAOS, abisso spalancato, anticamente si attribuisce l’origine del TUTTO: gea, eros, erebos, nyx

e se il senso si accosta al non senso, in un unico grande inconscio surreale, cosa rimane dell’ARTE, cosa della CULTURA, cosa del LIBERO PENSIERO?Scrive Deleuze che “bisognerebbe essere troppo semplici per credere che il pensiero sia un atto semplice, chiaro a sé stesso, che non pone in gioco tutte le potenze dell’inconscio e del non senso dell’inconscio”. e noi semplici non siamo…… se senso e non senso sono le due facce di un’unica medaglia che si chiama realtà, forse oggi più che mai ci si deve chiedere come percepiamo e conosciamo questa realtà, come ci accostiamo al mondo? quali linguaggi utilizziamo? quali imperativi morali ancora reggono? quali metodi cognitivi possono essere scardinati perché inappropriati e quali possono ancora sussistere? Domande che generano domande… ed infine, cosa secoli e secoli di cultura hanno prodotto?

CULTURA? cosa significa CULTURA?

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