**FORMA · CREACTIVA 26

FORMA all’ EASD di Castellón:
quando il disegno diventa un ponte tra culture

Dal 2 al 6 febbraio 2026 abbiamo lasciato le nostre aule per raggiungere Castellón de la Plana, una città luminosa e accogliente della Comunità Valenciana. L’occasione era la mobilità Erasmus presso l’Escuela de Arte y Superior de Diseño (EASD), ma il contesto era ancora più speciale: il festival Creactiva, una settimana in cui la scuola si trasforma in un laboratorio aperto, attraversato da designer, artisti, studenti e docenti provenienti da tutta Europa. Link generato dalla responsabile Erasmus+ dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Professoressa Simona Gavioli.

In questo scenario vibrante abbiamo portato FORMA, il metodo di lavoro che negli anni ha viaggiato, cambiato pelle, attraversato culture e continenti. Nato in Italia, adattato per le lezioni all’Università di Wuhan, in Cina FORMA continua a evolversi ogni volta che incontra un nuovo territorio. A Castellón, il suo linguaggio si è intrecciato con quello di studenti provenienti da Francia, Italia, Polonia e Spagna: un gruppo eterogeneo che, nel giro di poche ore, ha trovato nel disegno un terreno comune.

Disegnare per capirsi, prima ancora che per progettare

Il workshop è iniziato con un invito semplice: disegnare. Doodle veloci, istintivi, quasi infantili. Parole trasformate in immagini. Segni che non chiedono permesso, che non hanno bisogno di traduzione.

Questa fase di “stretching creativo” è stata la chiave per sciogliere tensioni, rompere i blocchi, far emergere personalità e storie. Ogni studente ha portato nel foglio un pezzo del proprio territorio: luoghi, cibi, icone, persone. E nel momento in cui questi segni hanno iniziato a mescolarsi, FORMA ha fatto ciò che sa fare meglio: creare connessioni.

Tre fasi, un’unica identità collettiva

Le otto ore di lavoro sono scivolate via in un flusso continuo di segni, parole e relazioni:

  • LAY1 – 23 doodle + word as image per liberarsi delle idee più ovvie e arrivare a quelle laterali.
  • LAY2 – connessioni tra i disegni di studenti diversi, un dialogo visivo che ha accelerato la nascita del gruppo.
  • LAY3 – un grande layout 100×100 cm che ha raccolto tutti i contributi in una matrice condivisa, stampata in più copie.

Il risultato finale è stato installato in una parete di passaggio dell’EASD: un invito aperto a interagire, osservare, scegliere, colorare. FORMA è diventato così un dispositivo vivo, attivato dalle persone che lo attraversavano.

Erasmus+ che lascia tracce

Oltre al lavoro in aula, questa esperienza ci ha permesso di conoscere più da vicino il territorio valenciano e di confrontarci con una scuola dinamica, guidata dal giovane direttore David Marqués Serra. Con lui abbiamo discusso di metodologie didattiche, del ruolo del graphic designer oggi e dei nuovi percorsi di dottorato che stanno nascendo in Italia e in Spagna.

Un altro incontro prezioso è stato quello con il Prof. Adem Yücel della Tokat Gaziosmanpaşa Üniversitesi: uno scambio spontaneo di saperi e visioni che ha aperto la porta a possibili future collaborazioni tra i nostri dipartimenti di Fashion e Graphic Design.

Più che un workshop: un gruppo che nasce
La cosa più sorprendente è stata la rapidità con cui gli studenti Erasmus – arrivati da pochi giorni a Castellón – si sono trasformati in un gruppo vero. FORMA ha funzionato come un acceleratore di relazioni: ha permesso loro di conoscersi senza parlare la stessa lingua, di collaborare senza bisogno di spiegazioni, di riconoscersi nei segni degli altri.

Ed è forse questo il valore più grande di questa esperienza: aver dimostrato che il design, quando è partecipativo e umano, può diventare un ponte. Un modo per incontrarsi, capirsi e costruire insieme.

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