Ecosistemi: dal paesaggio al graphic design

Sottrarre come atto progettuale, estetico, politico e spirituale
L’esperienza progettuale per il catalogo  “SENSE 2023-2025 – MABOS Museo d’Arte del Bosco della Sila”.

Il mio intervento nasce da una domanda radicale: cosa accade quando il graphic design assume il paesaggio come metodo? Il caso studio del catalogo MABOS. Residenze Artistiche 2023–2025offre una risposta concreta: il progetto editoriale diventa un organismo vivente, un ecosistema che respira, accoglie e si lascia attraversare. La fustellatura centrale — un vuoto quadrato di 7×7 cm — non è un espediente grafico, ma un principio generativo. La griglia nasce dal taglio, la composizione si organizza attorno a ciò che manca, il vuoto diventa luogo, gesto, metodo.

Il catalogo non rappresenta il museo: lo incarna.

Questa prospettiva si radica nella didattica del secondo Biennio di Graphic Design dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, dove la classe è stata trasformata in un laboratorio di ricerca applicata. Gli studenti hanno lavorato su committenze culturali reali, interpretando il design come pratica situata: un processo che ascolta il territorio, ne legge le ecologie, ne traduce la complessità in linguaggio condiviso. Il catalogo MABOS incarna fisicamente e simbolicamente la natura sospesa del museo tra bosco e immaginazione: la seconda di copertina è cielo, la terza è terra, il foro centrale è asse verticale che connette ciò che è visibile e ciò che è assente.

Quadro teorico: quattro genealogie che sostengono l’ecosistema progettuale

Il progetto del catalogo MABOS si radica in una costellazione teorica che attraversa semiotica, paesaggio, percezione e sperimentazione editoriale. Quattro genealogie — Lotman, Sottsass, Lear, Depero — formano l’ecosistema concettuale che sostiene la metodologia della sottrazione come gesto progettuale, estetico, politico e spirituale.

1. Jurij Lotman — La semiosfera come ecosistema. Lotman concepisce la cultura come semiosfera: uno spazio dinamico, poroso, fatto di relazioni, tensioni, confini e traduzioni. Il catalogo MABOS funziona come una semiosfera editoriale: il foro centrale diventa un margine attivo, un confine che non separa ma genera scambi, obbligando la composizione a ripensarsi. Il libro vive di relazioni tra paesaggio, museo, studenti, materiali, assenze.

2. Ettore Sottsass — La forma come risposta al paesaggio In Architetture, paesaggi e rovine, Sottsass mostra che la forma è sempre risposta a un ambiente. Il catalogo MABOS incarna questa postura: la fustellatura è una “rovina” che non distrugge ma rivela; il vuoto è un paesaggio interno; la composizione è un’architettura che si costruisce attorno a un’assenza. Sottsass offre la chiave per leggere il catalogo come spazio, non come oggetto.

3. Edward Lear — Il paesaggio come esperienza percettiva Nel Diario di un viaggio a piedi, Lear restituisce il paesaggio calabrese come esperienza percettiva, fisica, emotiva. Il catalogo MABOS assume questa postura: non rappresenta il bosco della Sila, ma lo incorpora; non illustra il museo, ma lo attraversa; non mostra il paesaggio, ma lo fa respirare attraverso il vuoto. Lear fornisce la genealogia della percezione situata.

4. Fortunato Depero — Il libro-oggetto come organismo. Il Depero Futurista è l’archetipo del libro come organismo: un oggetto totale, multisensoriale, che non contiene contenuti ma li performa. Il catalogo MABOS dialoga con questa genealogia: la fustellatura è un dispositivo performativo; la griglia nasce da un atto fisico; il libro diventa un organismo che cambia a ogni attraversamento. Depero offre la genealogia della editorialità come corpo.

Queste quattro genealogie convergono in un’unica idea:

il design è un ecosistema.

Non rappresenta il paesaggio: lo assume come metodo.

Non costruisce forme: costruisce relazioni.

Non aggiunge: sottrae per generare.

Lotman dà la struttura (la semiosfera).

Sottsass dà la postura (la forma come risposta).

Lear dà il metodo (il paesaggio come esperienza).

Depero dà il dispositivo (il libro come organismo).

Il catalogo MABOS è il punto in cui queste linee si incontrano.